Arcano XIII Il Senza Nome

Arcano XIII Il Senza Nome, morire per rinascere

L’Arcano XIII Il Senza Nome, anche detto La Morte, è uno degli arcani più belli e, nonostante l’apparenza, ha un significato molto positivo. Lo scheletro con la sua falce ripulisce il terreno per prepararlo a nuova vita. Una nuova vita che sta già rinascendo dal terreno con mani e i piedi. Dopo un profondo lavoro di purificazione il consultante attraverso la morte rinasce al livello superiore dell’iniziazione. Saper morire è dunque il grande segreto dell’Iniziato che si sforza di farlo costantemente al fine di vivere al meglio.
Un particolare interessante è che “nella parte posteriore del cranio si intravedono le quattro lettere ebraiche Yod, He, Vav, He, che compongono il nome divino. La somma di queste quattro lettere, nell’alfabeto ebraico, dà il numero 26, il numero della divinità, la cui metà esatta è 13. Questo essere porta dentro di sé la divinità ma non è totalmente divino, lavora sul piano dell’incarnazione.

Il Corvo

L’Arcano XIII Il Senza Nome è la carta della trasformazione. C’è un’interessante corrispondenza fra il significato dell’arcano ed il primo stato dell’OPUS ALCHEMICUM, il processo alchemico per ottenere la pietra filosofale che avveniva mediante quattro operazioni e tre fasi. Durante questi sette procedimenti la materia mutava attraversando vari stadi, i tre fondamentali erano:

  • Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi;
  • Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi;
  • Rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio in cui si ricompone, fissandosi.

La trasformazione iniziava con la corruzione o putrefazione dell’opera al nero, rappresentazione simbolica della morte dalla quale risorgerà la vita. Approfondendo l’argomento ho scoperto che questi stati erano spesso associati a degli uccelli ed il corvo rappresentava appunto il Nigredo.

(…) La mia distruzione permanente apre la strada alla costante creazione. Se non c’è fine, non c’è inizio. Sono al servizio dell’eternità. Se ti abbandoni ala trasformazione, diventi il padrone dell’attimo fuggente perché lo vivi nella sua infinita intensità. (…) Offrimi la tua Coscienza. Lasciati sparire dentro di me per essere finalmente la totalità.

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Bibliografia

Alejandro Jodorowsky – Marianne Costa / La Via dei Tarocchi / Universale Economica Feltrinelli

Le Tarot des imagiers du Moyen Age – Oswald Wirth / Tchou Editeur

Preziosissimo dono di Dio -Teorie e simboli dell’alchimia / Georges Aurach / Edizioni Mediterranee

Alchimia / Wikipedia

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Chi sono?
Coordinatrice del progetto DisGrafica è Marinella Caslini. Classe 1986, Marinella è diplomata in pittura presso l’Istituto d’Arte Duccio di Buoninsegna di Siena e specializzata come stampatore e incisore presso la prestigiosa Scuola Internazionale per la Grafica d’Arte Il Bisonte di Firenze.

Numerose attività di formazione e professionali le hanno permesso d’incontrare maestri e tecniche da molte parti del mondo, sperimentando la strumentazione tradizionale e quella più all’avanguardia. Lungo un percorso di continua scoperta, di aggiornamento e invenzione, ha imparato come la più grande ricchezza sia costituita da una rete di creativi, professionisti e innovatori che sappiano contribuire con entusiasmo e passione a un progetto. La stessa rete che oggi è in grado di proporre per le creazioni di DisGrafica.